Queste curiose candele auricolari!

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    La popolarità di questi piccoli cilindri è tutt’altro che recente. Li utilizzavano già popoli molto diversi tra di loro, come quelli dell’Antico Egitto, gli Aztechi o gli Indiani Hopi dell’America Settentrionale. Per il confezionamento di candele di qualità si utilizzano materie prime naturali, come fibre di cotone o di lino e cera d’api arricchita con piante o oli essenziali.
    Per un utilizzo sicuro, è consigliata la presenza di una persona che sorvegli la combustione della candela. Le candele non colano perché contengono una piccola quantità di cera d’api. A ogni buon conto, è possibile proteggersi il viso con un panno o una rondella di cartone perforato.
    Il meccanismo è semplice: durante la combustione, le sostanze attive vengono trasportate dai vapori attraverso il condotto auricolare fino alla cavità orale. Si avverte una piacevole sensazione di calore e un rilassante crepitio. Tale trattamento serve a stimolare e riequilibrare l’orecchio interno, vero e proprio centro energetico del corpo. È questo il meccanismo che spiega il successo delle candele auricolari HOPI per la cura delle orecchie, per il trattamento delle infiammazioni e degli acufeni (ronzii) o per un benessere generale.

    In genere è sufficiente un trattamento alla settimana

    Le indicazioni più frequenti di queste candele sono l’eccesso di cerume, gli acufeni, i mal di testa, lo stress o la prevenzione del dolore alle orecchie in previsione di un viaggio in aereo, ma ci sono molte altre possibilità di impiego. Chiedete consiglio al vostro specialista: esistono diversi tipi di candele in funzione degli usi specifici!
    Le principali controindicazioni delle candele auricolari sono l’otite acuta, la perforazione del timpano e l’allergia alla cera d’api.

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